Dante Beyond Borders

Co produzione Italia India
work in progress

Creazione Instabili Vaganti
Regia Anna Dora Dorno
Performer Anna Dora Dorno, Nicola Pianzola, Anuradha Venkataraman
Choreografie Anuradha Venkataraman
Canti originali Anna Dora Dorno
Drammaturgia e voce Anna Dora Dorno, Nicola Pianzola
Musiche originali e sound design Riccardo Nanni
Creazione video Anna Dora Dorno, Nicola Pianzola, Ashwin Iyer
Set e Light design Anna Dora Dorno
Direzione tecnica e luci Salvatore Pulpito
Coordinamento tecnico e suono Nikhil Bharadwaj
Produzione Istituto Italiano di cultura di Mumbai / Instabili Vaganti / Ahum Trust

Partner principale del progetto
Istituto Italiano di cultura di Mumbai
Con il sostegno di
MIC – Ministero della Cultura

Dante Beyond Borders è una co produzione italo indiana tra Instabili Vaganti e Ahum Trust, ispirata a La Divina Commedia, e supportata dall’Istituto Italiano di cultura di Mumbai in occasione delle celebrazioni dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta.

Lo spettacolo, diretto da Anna Dora Dorno, esplora differenti linguaggi che spaziano dalla danza tradizionale indiana al teatro fisico e sperimentale, alla video arte e la musica elettronica per traghettare lo spettatore nel viaggio ultraterreno intrapreso da Dante.

Le terzine dantesche incontrano le mudra e i gesti della danza Bharatanatyam, e le musiche elettroniche del compositore Riccardo Nanni interagiscono con le sonorità classiche indiane creando suggestivi paesaggi sonori.

Intorno al tema dell’Assenza, elemento che permea l’opera dantesca, si sviluppano le evocative azioni fisiche del performer Nicola Pianzola e le coreografie della danzatrice Anuradha Venkataraman, che interagiscono con i video sperimentali realizzati attraverso una collaborazione a distanza tra gli artisti del progetto, iniziata durante il lockdown.

La performance vuole esplorare le numerose connessioni tra l’opera dantesca e la cultura indiana,  sia dal punto di vista iconografico che filosofico e teologico. Dante nomina infatti ripetutamente nel suo poema l’India, il fiume Gange, e come da tradizione dell’epoca, colloca il Paradiso terrestre nel territorio indiano. L’india ha dunque colpito, con le sue meraviglie, la mente del poeta, il quale, nell’immaginare l’Oriente, vedeva sorgere il sole dal Gange.