Progetto di sperimentazione performativa nell’era globale

2012 - 2017

Ideazione e direzione: Anna Dora Dorno – Nicola Pianzola | Instabili Vaganti
Artisti coinvolti nel Progetto
Musicisti: Alberto Novello JesterN
Artisti visivi: Luana Filippi

In collaborazione con

2012/2016:: UNAM – Università Nazionale Autonoma del Messico| Centro Cultural Universitario Tlatelolco | UVA Unidad de vinculacion artistica – Città del Messico – Messico
2015 :: Progetto europeo CONTACT ZONES performing Arts in Urban Spaces – Italia
2013 :: IIFUT International Iranian Festival of University Theatre – Iran
2013 :: ENAT – Escuela national de Arte Teatral | Messico
2012 :: Festival Internacional Cerro de Arena – Messico

“La globalizzazione divide tanto quanto unisce. Divide mentre unisce, e le cause della divisione sono le stesse che, dall’altro lato promuovono l’uniformità del globo” Zigmunt Bauman

Megalopolis vuole riflettere attorno al nuovo concetto di “Città Globale” e di società globale, causato dal processo di globalizzazione e dalla costante crescita dell’urbanizzazione. Il progetto concentra la propria ricerca sulla relazione e contrapposizione tra tradizione e contemporaneità, interculturalità e globalizzazione, partendo dall’indagine della memoria di luoghi e persone appartenenti alle più grandi metropoli del mondo. Il fine è quello di indagare aspetti postivi e negativi di tali cambiamenti e delle loro ripercussioni sulla cultura, sui sistemi di comunicazione e sui singoli individui appartenenti a questa era globale. La città globalizzata contiene infatti gli apporti di tutte le etnie che la popolano o che interagiscono con essa e spesso si presentano enormemente diverse rispetto al resto della nazione. Essa rappresenta anche il centro del potere politico e decisionale in cui si determina il destino di un paese e dove nascono quindi le reazioni, le proteste e le contestazioni.

Attraverso le numerose esperienze lavorative condotte in diversi paesi del mondo abbiamo avuto modo di vivere e lavorare in alcune tra le più grandi città del pianeta e di comprenderne il ruolo trainante nel territorio di appartenenza.
Da queste megalopoli emergevano tratti comuni, uniformanti e globalizzanti, così evidenti e ricorrenti da creare in noi un forte senso di spaesamento nell’attraversarle. Luoghi in cui l’identità di un intero paese si confondeva, si perdeva e allo stesso tempo però si ripresentava in maniera sommersa attraverso una miriade di elementi distintivi legati per lo più a fenomeni di ritorno culturale e di sopravvivenza delle tradizioni. Luoghi in cui si generava il “dramma” creato dalla continua dialettica tra innovazione e resistenza culturale, creazione di opportunità e competizione schiacciante, desiderio di affermazione e spersonalizzazione, regole di mercato e sopravvivenza.

Megalopolis fa riferimento all’attuale situazione di crisi economico-culturale del mondo occidentale che sta portando al crollo del sistema capitalistico occidentale e ad alla conseguente crisi dei valori che esso esprimeva lasciando emergere debolezze e contraddizioni ma allo stesso tempo nuove possibilità di reazione e cambiamento. Il progetto concentra la sua indagine su diversi nuclei tematici che esprimono questo stato di CRISI della società contemporanea.

Dal 2012 ad oggi il processo di ricerca si è sviluppato attraverso workshop, residenze e performance site-specific nelle più grandi metropoli del pianeta, al fine di trarre dai luoghi nuovi input per la creazione artistica e la riflessione culturale sulla nostra era globale.

Da queste riflessioni e soprattutto dall’attività di ricerca e dal lavoro pratico svolto in alcuni di queste megalopoli: Città del Messico, Seoul, Londra, Teheran, New Delhi, Bangalore, Mumbai trae ispirazione il progetto.